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Le evoluzioni del Wi-Fi: oltre quota 100 Mbit/s

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Inviato da d.damato 13 Ago 2005 - 09:40

Il futuro standard IEEE 802.11n, la cui ratifica è prevista nel novembre 2006, dovrebbe raddoppiare, se non quadruplicare, la banda teorica occupata dalle reti wireless attuali, ovvero gli standard 802.11a e 802.11g, che offrono 54 Mbit/s. Resterà comunque compatibile con le norme esistenti 802.11a, b e g.


Il futuro standard IEEE 802.11n, la cui ratifica è prevista nel novembre 2006, dovrebbe raddoppiare, se non quadruplicare, la banda teorica occupata dalle reti wireless attuali, ovvero gli standard 802.11a e 802.11g, che offrono 54 Mbit/s. Resterà comunque compatibile con le norme esistenti 802.11a, b e g.
Le proposte iniziali, ben sessantuno, sono state recentemente depositate presso l’IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers). Due le opposte fazioni: TGn Sync (Task Group N Sync) e WWiSE (Worldwide Spectrum Efficiency). Il primo raggruppa al suo interno, tra gli altri, Agere Systems, Atheros Communications, Cisco Systems, Intel, Nokia, Nortel Networks, Panasonic, Royal Philips Electronics, Samsung e Toshiba; nel secondo troviamo invece, Airgo Networks, Broadcom, Conexant, STMicroelectronics e Texas Instruments.

Questi due gruppi propongono l'utilizzo di Mimo, tecnologia multiplex spaziale che fa ricorso a molte antenne in emissione e in ricezione, per un utilizzo molto efficace dello spettro radiofonico. Oltre alla demoltiplicazione della banda occupata, questa tecnica permette di raggiungere distanze più importanti di quelle raggiunte dalle tecniche di modulazione utilizzate oggi.

TGn Sync propone allo stesso tempo una versione Mimo a due o quattro antenne con sistema OFDM, l'impiego di canali da 40,20 o eventualmente 10 MHz, e un meccanismo di gestione operativo dei canali. La proposta del gruppo cita anche una codifica più efficace. In pratica, con due flussi spaziali e dunque due antenne, si otterrebbe un flusso da 140 Mbit/s con canali di 20 MHz, e un flusso da 315 Mbit/s con canali di 40 MHz (o 630 Mbit/s con 4 flussi spaziali).

Da parte sua, il consorzio WWiSE basa la sua proposta su due modelli obbligatori: una configurazione a due antenne, con canali a 20 MHz (utilizzabili ovunque nel mondo, mentre i canali di 40 MHz, ad esempio, non sono autorizzati in Giappone) e un flusso da 135 Mbit/s; oppure, nel secondo caso, un flusso inferiore abbinato a una portata maggiore. In alternativa, WWiSE suggerisce di utilizzare tre o quattro antenne d'emissione e dei canali da 40 MHz per raggiungere un flusso pari a 540 Mbit/s.

Da quest'estate, dunque, prodotti legati alla tecnologia Mimo inizieranno ad apparire sul mercato, in particolare l’AeroGuard AGN1200 del californiano SOHOware e l’AP108AG del giapponese Planex Communications. Questi punti d'accesso integrano già i chip True Mimo del produttore di componenti Airgo.

A seguito degli sforzi marketing dei produttori per spingere l'aumento di capacità di flusso senza attendere l'arrivo di norme specifiche, e della presa di coscienza crescente del pubblico circa l’inizio dei lavori attorno al futuro standard 802.11n, la Wi-Fi Alliance ha quindi giudicato utile consigliare di non utilizzare la denominazione 802.11n in riferimento a prodotti certificati Wi-Fi. Il rilascio di attestati in conformità, infatti, riguarda soltanto standard adottati, cosa che è lungi dall'essere nel caso del 802.11n.

Fonte:www.a1kstyle.com

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