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News: Pirati online nei pc di casa, famiglie a rischio

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Inviato da Salvo 03 Mar 2007 - 00:24

Bande di hacker all'assalto degli impianti senza fili nelle case.
I corsari della Rete attaccano gli accessi non protetti e «rubano» navigazione via Internet. «Mesi per provare la nostra innocenza»

Router, wireless, access point: per molti sono parole ignote e misteriose. Pochi genitori, ad esempio, sanno che sono termini legati a oggetti che spesso i loro figli usano in casa. In verità, si tratta di apparecchi che occorre istallare perché i computer si colleghino a Internet senza usare quei fastidiosi cavi che vanno da una stanza all'altra e fanno tanto innervosire la mamma. Ancora inmeno sanno che questi aggeggi, se non opportunamente protetti, possono permettere a chiunque di usare l'accesso a Internet di casa. Anche per commettere gravi reati, com' è accaduto a una famiglia milanese che, prima di dimostrare di essere totalmente estranea a un traffico illegale di film e di musica, ha dovuto penare mesi fronteggiando un'inchiesta della Procura della Repubblica e notevoli spese legali.
Le reti senza fili solcano Milano in lungo e in largo, realizzate in uffici, negozi, ma soprattutto in tante abitazioni private. Su Internet c'è chi dice che questa è la città europea con il più alto numero di accessi wireless, ma allo stesso tempo che nella maggior parte dei casi si tratta di access point (ingressi) non protetti da password o da programmi di sicurezza. È come lasciare la porta di casa aperta e non curarsi se poi qualche malintenzionato entra e ruba l'argenteria. Alle 6,50 di mattina, una famigliola milanese — padre professionista, madre insegnate, quattro figli studenti — viene gettata giù dal letto da una pattuglia della Guardia di Finanza. Con in mano un decreto di perquisizione firmato dal pm Gianluca Braghò, i militari cercano la conferma di un enorme traffico illecito di film e file musicali.
Da molto tempo gli investigatori spiano il collegamento a Internet intestato al padrone di casa e hanno già raccolto una montagna di prove. L'accusa è grave: diffusione illegale a fini di lucro di prodotti dell'ingegno e opere musicali e cinematografiche tutelate dal diritto d'autore. Si rischia grosso: multe salatissime da migliaia di euro e mesi di reclusione. La famiglia, sconvolta, si chiede come possa essere accaduto. I genitori interrogano i figli, puntando contro di loro il dito accusatore. I ragazzi negano con decisione mentre la Gdf porta via due computer fissi, tre portatili e centinaia di cd. Una situazione pesantissima. Non è stato facile decifrare l'accaduto e c'è voluto un po' prima che emergesse che in casa nessuno aveva commesso reati.
Cosa era successo lo hanno accertato una perizia e le indagini degli uomini della Gdf: c'era stato un furto di bit. In casa, come detto, c'erano parecchi computer collegati al web con una rete senza fili. In pratica, ogni pc entrava attraverso le onde radio. Per fare questo era stato necessario istallare un router, un apparecchio che crea i collegamenti radio e convoglia tutti i pc nell'unica linea esistente. Nel caso della famiglia in questione, però, questa rete non era stata sufficientemente protetta con una buona password o con un'altra barriera che consentisse il transito solo dei pc autorizzati. In questo modo, chiunque (un vicino, un passante) dall'esterno (le trasmissioni radio di questi apparecchi hanno un raggio di azione di decine di metri, sufficienti per attraversare un palazzo e arrivare in strada) ne ha approfittato, si è collegato e per ore ha scaricato film e musica.
Accertata l'estraneità di tutti i componenti della famiglia, il caso è stato archiviato. Non si saprà mai chi è il ladro: il problema è che non è praticamente possibile individuare chi ha usato il collegamento con tanta disinvoltura commettendo anche il grave reato di accesso abusivo a rete informatica (art. 615 del codice penale). Ormai Internet è uno strumento diffusissimo, specie se in casa ci sono dai ragazzi. Sembra incredibile, ma sono pochi coloro che si preoccupano della propria sicurezza esponendosi a questo nuovo e moderno tipo di furto.

fonte: corriere.it

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