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News: A9, una grande rete di accesso wifi che copre 190 comuni nelle Marche

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Inviato da d.damato 20 Feb 2007 - 08:24

La piccola antenna è stata messa sul porticato del cimitero, il posto migliore per garantire a Monte San Vito, piccolo comune di 6.000 anime in provincia di Ancona, ...

la completa visibilità ottica della torre comunale di Chiaravalle, che di abitanti ne ha circa 17.000, e la visibilità di quella dello stesso comune di San Vito, nonché della torre comunale di Morro D’Alba, poco più di 1.200 abitanti.
Di antenna in antenna, di torre comunale in torre comunale il ramo 2 della dorsale radio che parte dal casello di Ancona Nord dell’Autostrada Adriatica arriva anche a Santa Maria Nuova, Camerata Picena, Monte Bogo e Offagna. Ma a fine marzo, quando sarà terminata la cablatura, il segnale arriverà anche a Monte San Vito, Belvedere Ostrense, Monteroberto, Corinaldo, Ripe, Castelcolonna, Monterado fino a coprire 32 comuni limitrofi. Un network wireless che consente l’accesso Internet a banda larga in questo angolo delle Marche, terra di vini, ceramiche e abbazie e tante piccole fabbriche per lo più a conduzione familiare, dove non c’è l’Adsl: le stime sul numero dei potenziali clienti non giustificano l’investimento Telecom.
Sic1, società interamente controllata dal Comune di Chiaravalle, è riuscita a provare il contrario. I clienti Internet ci sono, basta incentivarli. E il progetto wifi è solo l’ultimo di una serie di applicazioni che, a un anno e mezzo dal decollo, hanno garantito il raggiungimento del punto di pareggio, 600.000 euro di ricavi, il passaggio da 4 a 20 dipendenti, 50 comuni associati e altri cinquanta prossimi a farlo, più 57 aziende private partner.
La molla di tutto, come sempre, è il ritorno economico. Così è partita la prima applicazione ideata da Stefano Ricci, direttore generale di Sic1, 40 anni da poco compiuti, già dirigente dei servizi informatici del Comune di Chiaravalle: duecento famiglie collegate online 24 ore su 24 a un costo mensile estremamente competitivo, 9 euro. In cambio dello sconto, l’accesso alla navigazione attraverso una home page piena di banner pubblicitari. «Abbiamo cercato e selezionato aziende di rilievo nazionale e internazionale, come Microsoft, BTicino, Last Minute, e abbiamo concordato la diffusione di promozioni pensate esclusivamente per le duecento famiglie, offerte non presenti nel resto d’Italia. Accanto a questi banner abbiamo messo anche il link del Comune, per abituare i cittadini a collegarsi, a chiedere i certificati online. «Nei piccoli centri, dove si trova parcheggio facilmente, si ha paura di sbagliare, viene più spontaneo recarsi di persona negli uffici che collegarsi a Internet», racconta Alessandra Bartolani, 30 anni e una laurea in lingue straniere, vicedirettore di Sic1.
Strategie di marketing hitech. Gartner, società di ricerca internazionale sul mondo hitech, ha segnalato sul suo sito l’iniziativa, riconosciuta come innovativo sistema per incentivare i servizi pubblici online. A9, dai nove euro, è diventata la sigla del modello di business di Sic1 che considera la banda larga come l’acqua e l’energia: vuole portarla in tutte le case. Dalle Marche all’Emilia Romagna al Veneto, è arrivata a cablare località dove non c’è neanche la copertura del cellulare. Come l’acqua e la luce, la banda larga sta anche sulle strade. E a gennaio ha preso il via il progetto per creare una rete di Totem sparsi nelle principali piazze di Sassoferrato, Sant’Elpidio a Mare, Camerata Picena, Pergola che consentono l’accesso gratuito senza fili a Internet. Anche ai turisti, che possono così contare su una bussola telematica. Una volta creata la rete, ci puoi far passare di tutto. Segnalazioni di guasti o interventi al comune, ecommerce locale, bluetooth per trasferire informazioni su palmari, telefonate con Skype, offerte di impiego, controllo centralizzato dei sistemi di riscaldamento pubblici, videosorveglianza, pagamenti, servizi di emergenza per gli anziani: i servizi si stanno moltiplicando e a fine anno Sic1 conta di arrivare a 190 comuni associati. A questi si stanno aggiungendo comprensori in via di costruzione. Il network, infatti, è diventato anche una piattaforma per la progettazione di edifici intelligenti e a basso impatto ambientale. Funziona così. Sic1 ha un suo sistema di certificazione che comprende anche la formazione delle imprese alla costruzione di edifici di bioedilizia, ovvero ecocompatibili, e intelligenti, cablati sia per i collegamenti esterni compreso l’ecommerce locale che per i comandi a distanza di tutte le facility condominiali e domestiche. Una rosa di imprese specializzate copre tutte le fasi della costruzione. Domotica e bioedilizia costano di più. Ma i costruttori hanno in cambio l’autorizzazione ad aumentare la volumetria. Il risultato: mille appartamenti sono in via di realizzazione. E A9City è entrato nel piano regolatore di diversi comuni associati.

Fonte: www.repubblica.it

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