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News: Cellulari sì, ma col Wi-Fi.

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Inviato da Salvo 20 Ott 2006 - 08:09

La telefonia mobile ibrida, che usa le reti dati wireless per le chiamate tra le mura dell’azienda o tra sedi diverse sulla stessa rete, prende piede soprattutto in Italia. Arrivano i terminali VoIp di seconda generazione e i servizi pensati per le esigenze business.

I cellulari ibridi e la convergenza fisso-mobile stanno entrando nelle aziende italiane, ma è ancora tanto il lavoro da fare per rendere la tecnologia all’altezza delle aspettative. Se n’è parlato durante il NetEvents 2006 di Faro (Portogallo).
In Italia l’ultima notizia è l’annuncio di Bt Italia, che lancerà entro ottobre l’offerta convergente VoIP di cui abbiamo parlato la scorsa estate e sperimentata da Eni. Adesso si scopre che sarà basata su un terminale unico Gsm e Wi-Fi (Imate o Nokia serie E60), a noleggio per 20 euro al mese. In un ulteriore canone di 25 euro al mese per utente saranno incluse illimitate chiamate su rete Wi-Fi aziendale verso numeri fissi italiani. Gratis, le chiamate ad altre filiali della azienda connesse sulla stessa rete: un bel risparmio.

Operatori virtuali
Per i servizi Gsm, al momento l’utente deve arrangiarsi inserendo nel terminale la sim di un operatore mobile qualsiasi e pagarne il traffico a parte, «ma siamo fiduciosi di completare l’offerta nelle prossime settimane», dice Francesco Buquicchio di Bt Italia. Le voci di corridoio danno infatti per imminente un accordo con 3, grazie al quale Bt Italia diventerebbe operatore mobile virtuale e comincerebbe a offrire proprie sim.
Altre voci sostengono che anche Fastweb sia pronta e lancerà un’offerta simile, entro Natale, grazie all’accordo con Vodafone appena firmato. A offrire palmari-cellulari ibridi alle aziende sono già Elitel, Infracom e (per le piccole e medie) Kpn Qwest, mentre Telecom Italia (con Unico) si rivolge per ora alle sole famiglie.

La sfera di cristallo
Eppure gli analisti sono scettici, non riescono a giustificare tanto entusiasmo. È come una festa con tanti invitati che affollano i saloni per poi scoprire che tartine e champagne ci metteranno ancora un bel po’ ad arrivare. «Sui cellulari dual mode abbiamo appena fatto una previsione che forse deluderà qualcuno», ha detto Dean Bubley, analista di Disruptive Analysys, osservatorio di ricerca britannico.
«Nel 2007, nel mondo, ci saranno solo 8 milioni di cellulari dual mode. Nel 2009 le famiglie o le aziende che sposeranno il servizio saranno 18,5 milioni, pari al 3% del totale», dice Bubley. Nel 2010 i cellulari dual mode in circolazione saranno 50 milioni.

I vantaggi
«Prima di analizzare i problemi che ci conducono a questa analisi, chiediamoci: perché un’azienda dovrebbe sposare i cellulari ibridi?», dice Dubley.
I motivi, in verità, non mancherebbero. Ci sono due occasioni di risparmio. Primo, sulle chiamate via cellulare (soprattutto in roaming e “on net”, cioè verso uffici e altre filiali): invece di farle su Gsm, l’utente le fa su Wi-Fi.
Questo traffico incide così tanto sulla bolletta che alcune aziende per minimizzare i costi si sono arrangiate installando micro celle Gsm interne all’edificio, così da fare le chiamate in autonomia. La seconda occasione di risparmio è sull’acquisto di terminali per i dipendenti (uno solo sostituisce il telefono fisso e il cellulare).
I centralini VoIp, infatti, permettono di usare il cellulare Wi-Fi come parte integrante della rete telefonica aziendale, alla stregua di un normale apparecchio da scrivania: è raggiungibile con un numero interno, può fare inoltri di chiamata e conference call ad altri interni. Infine, la convergenza potrebbe migliorare la produttività del lavoro, man mano che prenderanno piede nuovi servizi Ip.
Per esempio, l’instant messaging, il servizio di presenza online su cellulare Wi-Fi o la messaggeria unificata, servizi che solo da quest’anno cominciano a essere usati e apprezzati dalle aziende. Che al momento li usano solo con il VoIp da telefono fisso, visto che il lancio dei cellulari ibridi è troppo recente.
Ciò detto, il problema è che le potenzialità della tecnologia si scontrano con la sua immaturità. «I cellulari ibridi sono ancora troppo complessi, costosi, usano la vecchia tecnologia Gprs», dice Bubley. «E richiedono che gli utenti cambino le proprie abitudini radicate nell’uso dei cellulari.

La rete Wi-Fi a volte necessita passaggi diversi per comunicare con l’esterno tramite cellulare; per esempio, per inviare Sms bisogna passare dal centralino: non è così immediato».
Il tempo migliorerà la tecnologia; è già un buon segnale che Nokia abbia annunciato un terminale ibrido (l’N95) più evoluto dei precedenti, grazie al supporto Hsdpa. Altri problemi affliggono le reti Wi-Fi, ancora inadatte ad accogliere i telefoni convergenti. Manca una quality of service adeguata a livello di access point per favorire il traffico voce e ci sono pochi canali disponibili sul Wi-Fi per i telefoni convergenti. In ogni caso è complesso gestire le frequenze radio, evitando le interferenze, in uno scenario così articolato: tanti utenti devono telefonare in giro per l’azienda, senza buchi e passando da un access point all’altro.

Soluzioni in arrivo
Un gruppo di produttori (Cisco, Avaya, Alcatel) sta integrando nei centralini le estensioni dei cellulari Nokia. Significa che cellulari e centralini avranno una migliore lingua in comune e che sarà possibile estendere al cellulare le funzionalità tipiche dei telefoni da scrivania: identificazione del chiamante, conference call, inoltro delle chiamate, rubrica.
Senza queste estensioni, il dialogo tra Pbx e cellulari avviene su rete mobile, il che è poco efficiente.
L’americana Meru Networks e l’israeliana Extricom hanno sviluppato separatamente tecnologie access point ad hoc per il VoIP: sono le prime a mettere tutta la rete su un singolo canale. Il che elimina due problemi resi attuali dall’uso di cellulari Wi-Fi in azienda. Cioè la caduta della linea quando l’utente passa da un canale all’altro e le interferenze tra i diversi access point.
Quest’ultimo è causato dal fatto che la telefonia Wi-Fi fa aumentare il numero di dispositivi e di connessioni sulla rete, e per accogliergli è necessario potenziare il numero degli access point.
Meru ed Extricom, inoltre, hanno introdotto un’intelligenza negli access point, così da dare priorità al traffico voce e separarlo dal resto.

fonte: weekit.it

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