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News: Carte clonate con il bluetooth

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Inviato da d.damato 17 Ott 2006 - 08:27

I ladri prelevano in "diretta", è boom di denunce

Sono arrivati i predatori del bluetooth, i ladri invisibili che risucchiano i codici delle vostre carte di credito in diretta, comodamente seduti in macchina, ad appena cinquanta metri da voi che in quel momento guardate la preziosa tessera "strisciare" nell´innocuo lettore della cassiera. La nuova frontiera della pirateria informatica è quella che utilizza la tecnologia che ha liberato milioni di italiani dal fastidio dell´auricolare a filo. Ma la trasmissione di dati via onde radio sta semplificando la vita ai professionisti della clonazione.
Sia in procura, sui tavoli dei pm del pool reati informatici Gianluca Braghò e Francesco Cajani, così come negli uffici della polizia postale, da alcune settimane ci si è accorti della moltiplicazione delle denunce di milanesi derubati per via telematica. E sono bastate le prime verifiche degli investigatori, per accorgersi che il settore delle clonazioni è entrato in nuova fase. Fino a pochi mesi fa, infatti, il prelievo dei dati doveva avvenire manualmente. Gli "skimmer", in sostanza dei piccoli apparecchi applicati nel pos in corrispondenza della fessura dove viene strisciata la carta, registravano sì i codici, ma era poi necessario che uno dei ladri andasse a recuperare il congegno per poterli leggere. Oggi è tutto più semplice, e lo dimostrano le centinaia di denunce e segnalazioni riguardanti clienti "sniffati", come in gergo viene chiamato il furto di dati, che arrivano dalle grandi catene commerciali, ma anche singoli negozi e da tanti distributori di benzina. Alla gang informatica basta inserire un microchip-trasmettitore nel pos. Quando la carta viene letta, con il bluetooth, anche a 50 metri di distanza, uno della banda può "succhiare" i codici e la truffa è fatta. Una situazione che avrebbe convinto i grandi marchi a superare i timori per l´eventuale danno di immagine, e a collaborare più attivamente con le istituzioni. La stessa polizia postale ha avviato una serie di contatti e incontri proprio nell´ottica di diffondere e condividere le informazioni, strumento necessario per fronteggiare e contenere l´assalto delle gang informatiche.
Ma anche sul fronte investigativo più tradizionale ci sono novità. Accertato che sono sempre i rumeni a monopolizzare questo ramo criminale, negli ultimi mesi le indagini si sono soffermate sulle trasferte milanesi di un gruppo di ingegneri di Bucarest. Il sospetto che da tempo coltivano gli inquirenti è che la specializzazione dei rumeni nel campo clonazione derivi soprattutto da informazioni di prima mano che, a loro volta, derivano dalla presenza, nel paese dell´est europeo, di aziende che partecipano al processo produttivo dei software dei pos.
Ma il quadro complessivo, per chi deve combattere questa ondata di clonazioni, è reso ancor più preoccupante da un nuovo fenomeno, in questo caso proveniente dalla patria della contraffazione. Dalla Cina, ma anche dall´India, stanno, infatti, arrivando in Europa grossi stock di carte di credito quasi perfette, e pronte per diventare operative con i codici prelevati via bluetooth. Si tratta, hanno scoperto gli investigatori della polizia, di tessere magnetiche scartate durante la fase di produzione nelle fabbriche cinesi e indiane. Un piccolo difetto e la tessera viene accantonata. Ma, invece di essere distrutte, queste tessere fallate finiscono nelle mani di organizzazioni che le esportano in occidente e le rigenerano. Una "resurrezione" tecnologica che fa piangere le tasche di migliaia di correntisti.


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