Prendiamo il nostro dizionario inglese, e cerchiamo la traduzione
del termine wireless: constateremo che il suo significato è “reti senza filo”.
Questo sta a significare che parliamo di un ambiente senza vincoli fisici, che
ci riporta a sensazioni di libertà e mobilità che è propria della tecnologia
wireless.
Questa mancanza di vincoli fisici delinea però una situazione
preoccupante: la mancanza della possibilità di controllare perfettamente il
campo in cui le informazioni verranno proiettate e la vulnerabilità verso attacchi
o accessi non autorizzati. Per questo motivo è molto importante che le aziende
capiscano i problemi legati a questa tecnologia, divenuta ormai di primaria
importanza, e siano informate sulle minacce tipiche delle tecnologie wireless,
come l’eavesdropping, gli attacchi DOS (denial-of-service) e i numerosi problemi
delle funzioni di crittografia.
L’utilizzo della tecnologia wireless, come detto in precedenza,
presenta diversi vantaggi. Gli utenti si possono spostare liberamente, i progettisti
dispongono di una maggiore gamma di opzioni per la connettività, e consente
il collegamento in rete di periferiche di nuovo tipo. Tuttavia la tecnologia
wireless porta con se molti più pericoli che non le tradizionali reti via cavo.
Per progettare un’applicazione wireless è necessario conoscere a fondo i pericoli
o i vettori di attacco, e nemmeno con tutti questi accorgimenti la nostra rete
sarà protetta al 100%.
Con una buona conoscenza delle vulnerabilità e i potenziali
attacchi che potremmo subire, ci metteremo però nella situazione di progettare
una rete wireless piuttosto sicura, e in grado di far fronte agli attacchi più
comuni, ed in qualche caso intercetteremo anche attacchi meno comuni. La principale
differenza tra le reti via cavo e quelle wireless è proprio rappresentata dalle
aree di copertura. In una comune rete ethernet i dati vengono convogliati in
un mezzo fisico, “il cavo”.
Utilizzando una wireless lan, il verbo convogliare perde il
proprio senso letterale, perché segnale e dati vengono sparati facilmente anche
a numerosi chilometri di distanza, e questo fa in modo che si “disperdano” nell’ambiente,
non passando all’interno di un vettore.
Il primo attacco che analizzeremo è l’Eavesdropping. Si tratta
della possibilità da parte di un malintenzionato di intercettare passivamente
i segnali radio e decodificare i dati trasmessi. Il tutto utilizzando delle
comuni apparecchiature da poche centinaia di euro. Tutte le periferiche wireless
devono disporre di componenti hardware in grado di trasmettere e ricevere dati.
Le stesse possono essere modificate in modo da intercettare
il traffico trasmesso su di un particolare canale o frequenza della rete. Di
conseguenza basta che un malintenzionato si trovi nel raggio di copertura del
segnale wireless perché gli sia estremamente facile ricevere tutti i dati durante
la trasmissione.
Questo tipo di attacco è molto pericoloso, basti pensare che in
una fase di test è stato possibile catturare dati anche a 16 Km di distanza.
La cosa sconvolgente, e che ci deve far riflettere sull’importanza dei sistemi
di sicurezza di cui dovremo dotare la nostra rete, è che questo tipo di attacco
è quasi impossibile sia da rilevare che da impedire.
Figura 1 Un malitenziato che mette in atto un eavesdropping
su di una rete wireless Questa tecnica viene utilizzata per raccogliere informazioni
sulla rete che dovrebbe subire l’attacco. Vengono dedotti dati come quelli sugli
utilizzatori della rete, a quali informazioni è possibile accedere , il range
di copertura della rete, il periodo di attività e di inattività della stessa.
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