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News: Deputati tecnologici: il WiFi entra a Montecitorio
Martedì, 20 Febbraio 2007 - 08:20 - 2438 Letture
News
Sempre più «tecnologici», sempre più informatici.

Cresce, inarrestabile, anche in Parlamento, il numero di deputati (soprattutto) e senatori pronti ad ingrossare le file degli e mail dipendenti e dei patiti di cellulari e palmari di nuova generazione, videofonini e tutto quello che il mercato dell’innovazione tecnologica è in grado di offrire un settore che si conferma in continua evoluzione.
«Se nella scorsa legislatura potevamo parlare di un 20% scarso di deputati disponibili ad usare le nuove tecnologie e ad imparare in fretta, ora questa quota è più che raddoppiata», dice uno dei più «tecnologici» fra i deputati, il diessino Franco Grillini, presidente della neonata «Associazione dei parlamentari amici delle nuove tecnologie», che conta diverse decine di iscritti tra gli inquilini di palazzo Montecitorio.

Che gli onorevoli abbiano, di fatto, abbandonato, o quasi, carta, penna e macchina per scrivere, lo confermano anche i dati dei messaggi in entrata e in uscita dalla Camera: più di 500.000 al mese, con un aumento compreso tra il 20 e il 30% rispetto allo scorso anno. E il «buon esempio» lo dà proprio il presidente dell’assemblea di Montecitorio, Fausto Bertinotti, che ha rivelato di rispondere a tutti quelli che gli scrivono.

Ogni giorno, dall’ufficio coordinato dal suo consigliere per le relazioni esterne Giuseppe D’Agata, partono una cinquantina tra lettere e email, a dimostrazione che anche il Palazzo vuole modernizzarsi sotto il profilo della comunicazione. Al punto che presto la Camera si «convertirà» al WiFi, la tecnologia wireless, cioè «senza fili», in grado di trasferire dati tra personal computer sfruttando un segnale basato su onde radio ad alta frequenza. E senza utilizzare alcun cavo di rete, mantenendo quindi una completa libertà di movimento.

Questo significa che il parlamentare non sarà costretto ad utilizzare solo le postazioni fisse per consultare la rete o leggere i messaggi di posta elettronica, ma potrà farlo, con il suo portatile, in ogni ambiente di Montecitorio. Il sistema, che i deputati «informatici» avevano richiesto a gran voce, dovrebbe essere operativo a partire da agosto, anche se in fase sperimentale. «Un passo avanti importante -sottolinea Grillini- perchè qui alla Camera è in costante aumento il numero di persone disposte ad imparare, a seguire l’evoluzione delle nuove tecnologie. Ed è altrettanto importante che siano proprio le istituzioni a dare l’esempio, affinchè il resto del Paese segua questa strada. Perchè non bisogna dimenticare che le tecnologie rappresentano una fonte ed un’occasione di sviluppo, significano anche posti di lavoro, crescita delle imprese e più ricerca».

Oltre mezza Camera, dunque, si è «convertità» alle e mail e ad un uso sempre più frequente del computer, «altri -spiega Grillini- fanno leggere la propria posta elettronica agli assistenti, gli stessi ai quali chiedono poi di rispondere. Ma sono ancora circa 200 i deputati che invece di posta elettronica e di internet non ne vogliono sapere». Troppi, secondo il parlamentare diessino, che è invece aggiornatissimo sulle ultime novità del settore. Sarà dunque compito dell’Associazione far conoscere ai nostalgici di carta e penna tutte le potenzialità della posta spedita e ricevuta via computer: «sì -conferma il deputato bolognese della Quercia. cercheremo di fare opera di sensibilizzazione e organizzeremo anche dei corsi, che si affiancheranno a quelli già promossi dalla Camera e ai quali, nella passata legislatura, hanno partecipato più di 200 parlamentari».

«Mi domando come si possa, oggi, fare a meno della posta elettronica e di internet: è un modo di comunicare dalle potenzialità enormi. Ancor più per un parlamentare, chiamato a dialogare con frequenza con il proprio elettorato e non solo. Rinunciare a queste possibilità equivarrebbe a dire di preferire il tram trainato dai cavalli all’automobile...», commenta il presidente della commissione Attività produttive di Montecitorio Daniele Capezzone, un altro dei ’fan di cellulare e computer.

E se il computer sta stravolgendo i vecchi sistemi di comunicare anche tra i parlamentari, «più alla Camera che non al Senato soprattutto per una questione generazionale», osserva Grillini, il cellulare è ormai entrato a pieno titolo nella lista degli oggetti «indispensabili» anche per deputati e senatori. Cambiando, in certi casi, anche prassi consolidate in decenni di vita parlamentare. Come avviene, ad esempio, con la richiesta di essere presenti in aula o in commissione per una votazione importante: la comunicazione, ormai, arriva per sms. Qualche rischio, tuttavia, esiste: «non è -spiega Grillini- un sistema sempre efficientissimo perchè a volte il messaggio arriva in ritardo. E può capitare addirittura che arrivi il giorno dopo, perchè la priorità è data al transito voce, che rappresenta il capitolo più consistente del fatturato per i gestori di telefonia».

Ma il progresso, si sa, è inarrestabile. Così non è raro vedere deputati e senatori con due o più telefonini al seguito. E spesso anche il comunicato con la dichiarazione dell’onorevole da distribuire alle agenzie viaggia attraverso il palmare, «atterrando» senza scosse nella casella di posta elettronica dei giornalisti.

Fonte: www.lastampa.it
 

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