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News: DAL GOVERNO CONCRETI E POSITIVI SEGNALI NELLA PROMOZIONE DEL MERCATO RFId
Giovedì, 15 Febbraio 2007 - 08:24 - 2599 Letture
News
Ottime notizie anche per la nuova tecnologia Near Field Communication (NFC). Tecnologia wireless a corto raggio destinata a rimpiazzare le attuali tecnologie "a contatto", a raggi infrarossi o a cavo,

Dal convegno “RFId: Tecnologie per l’innovazione ed il miglioramento della qualità della vita”, che si è svolto ieri pomeriggio a Roma (vedi aise del 12 febbraio 2007 h.10.54), è emersa la volontà del governo di rimuovere il principale ostacolo normativo che ha finora penalizzato la crescita, nel nostro paese, del mercato inerente la tecnologia RFId (Radio Frequency Identification) per quanto riguarda la banda UHF, che è la più promettente. A tutt’oggi infatti la normativa vigente prevede che la potenza di emissione in radiofrequenza dei terminali che trasmettono sulla banda UHF (che si situa intorno agli 860-960 MHz) non debba oltrepassare gli 0,025W. Si tratta di una potenza irrisoria, che crea non pochi problemi tecnici nell’alimentare ed eccitare la piccola antenna collegata al chip di cui è costituito il “tag”,ovvero il minuscolo chip di memoria al silicio all’interno nel quale sono opportunamente memorizzate le informazioni da scambiare.
La novità, di non poco conto per quelle imprese che già operano e sviluppano sulla tecnologia RFId, è che la potenza di emissione in radiofrequenza consentita verrà finalmente innalzata fino a 4 Watt, che è poi il livello di riferimento già regolamentato in sede europea ed attualmente in vigore negli altri paesi dell’UE. Il provvedimento, che sarà contenuto nel più generale Piano Nazionale di Ripartizione delle Frequenze e prenderà la forma di un Decreto Ministeriale (D.M.), è ormai prossimo ad essere firmato dal Ministro della Comunicazione on. Paolo Gentiloni. Lo ha affermato Francesco Troisi, Direttore Generale del Ministero delle Comunicazioni, durante il suo lungo ed articolato intervento al convegno, nel quale ha fatto presente come le difficoltà per giungere a questo provvedimento avessero origine dalla competenza del Ministero della Difesa sulle frequenze della banda UHF. È stato necessario pertanto superare le forti resistenze esistenti all’interno dei militari, stanchi di vedersi costantemente sottratte delle frequenze di loro competenza via via che nelle telecomunicazioni si afferma e si espande il mercato legato alle nuove tecnologie.
Per la verità, a differenza di quanto già avvenuto con il GSM e l’UMTS, per le caratteristiche di bassa potenza dell’UHF non era richiesta alcuna assegnazione di banda e quindi il suo uso civile poteva coesistere con l’uso militare. Il problema però è stato che per i militari l’innalzamento della soglia a 4 Watt costituiva una potenza eccessiva. Dopo anni di “batti e ribatti” tra i due ministeri, lo sblocco è finalmente avvenuto grazie ai risultati di una attenta sperimentazione, che è riuscita a dimostrare sul campo come le apprensioni dei militari fossero eccessive. Il coinvolgimento del mondo universitario su questa questione è stato l’elemento vincente che ha convinto i militari e ha fatto la differenza. E per venire incontro alle esigenze di riassetto organizzativo dei militari su questa questione, il Ministero delle Comunicazioni ha nel contempo avviato una contrattazione con l’UE chiedendo, a fronte del recepimento da parte dell’Italia della relativa direttiva europea, un periodo di deroga di due anni durante i quali si potranno sviluppare sistemi RFId a 4W solo a condizione che l’implementazione venga attuata a livello “indoor”. A questo proposito, abbiamo direttamente posto una domanda al dr. Troisi su come andasse eventualmente interpretata questa deroga iniziale di due anni a partire dalla firma e pubblicazione del decreto. Facendo l’esempio concreto di un ente aeroportuale che voglia realizzare un sistema automatico di tracciamento in UHF dei bagagli utilizzando la potenza dei 4Watt, gli abbiamo chiesto se questo sistema potesse coinvolgere l’intera aerea aeroportuale o solo una parte. La sua risposta è stata chiara : “penso che il concetto di “indoor” durante il periodo della deroga possa venire esteso all’intera area aeroportuale e non ad un singolo edificio o capannone”.
Un altro intervento particolarmente significativo, anche se di carattere più generale, è stato quello di Paolo Zocchi, Consigliere per l’Innovazione del Ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie locali. Dopo aver ringraziato l’Inforav (Istituto per lo sviluppo e la gestione avanzata dell’informazione www.inforav.it) per il modo in cui ha organizzato la tavola rotonda e la pregnanza dei contenuti emersi, Zocchi si è soffermato sull’importanza e la novità del metodo di approccio all’innovazione dell’attuale governo: esercitare fino in fondo un efficace ed efficiente coordinamento tra tutti i soggetti significativi, sia pubblici che privati, operanti nel campo dell’innovazione. Il coordinamento sulle imprese private si esercita nella misura in cui il governo è in grado di dare loro dei riferimenti e delle linee guida sufficientemente stabili e chiare in modo da permettere alle stesse imprese di individuare i settori tecnologici sui quali puntare maggiormente e conseguentemente invogliarle a fare dei piani di investimento adeguati. Le amministrazioni locali hanno dimostrato di saper produrre in grande quantità le cosiddette “best practice”. Tante belle idee, progetti pregevoli e grande capacità di realizzazione che ci vengono perfino riconosciute a livello europeo ma che tuttavia rimangono confinate a livello locale e non generano nessuna dinamica di cambiamento a livello nazionale. Non si inseriscono in un meccanismo in grado di aumentare la capacità di competizione dell’Italia in questo campo. “Ne consegue - ha aggiunto Zocchi - che il ruolo del governo centrale non può che essere un ruolo di coordinamento, di visione di insieme, di capacità di recuperare dalle imprese, dalle università e dai territori locali situazioni e progettualità di eccellenza non solo e non tanto per valorizzarle come meritano quanto soprattutto per trasferirle a livello di sistema. Il nostro obiettivo principale è quello di fare sistema. C’è la necessità di agire e agire molto rapidamente in questa direzione”. Zocchi ha poi ammesso che i soldi per fare questo a livello centrale non ci sono ma che comunque le Regioni, gli Enti Locali e le imprese dispongono nell’insieme di sufficienti risorse per produrre innovazione e che pertanto la sfida sulla quale il governo vuole scommettere è appunto quella di riuscire a innescare un circolo virtuoso in grado di ottimizzarle e coglierne i benefici anche sul piano nazionale.
Precedentemente agli interventi di Troisi e di Zocchi sono intervenuti diversi esperti e specialisti del settore che hanno illustrato gli scenari applicativi, di mercato e sono entrati nel merito delle problematiche tecnologiche afferenti al RFId. In particolare, sono state presentate e valutate due nuove tecnologie di cui probabilmente sentiremo sempre più parlare nel prossimo futuro: la tecnologia ZigBee e NFC (Near Field Communication).
Lo standard ZigBee definisce infatti un meccanismo di comunicazione senza fili operante su basse distanze e con una banda passante del tutto modesta: 250 Kbps su un raggio teorico tra i dieci e i settantacinque metri. Valori del tutto anacronistici in una modernità che sta facendo della banda larga un fattore di prima importanza. ZigBee non intende però operare in dispositivi “veloci” quali apparati di rete tradizionali, computer e terminali mobili, ma piuttosto in tutti quei minuti oggetti che non hanno ancora nulla a che fare con l'informatica e le reti. Oggetti magari semplici e scontati, quali per esempio gli interruttori della luce, le serrature, i sensori ambientali o gli allarmi, a cui fornire la capacità di integrarsi in una rete informatica. A tutti questi oggetti non serve velocità, in quanto hanno poche informazioni da scambiare. Hanno piuttosto bisogno di consumare poca energia. Vi sono parecchi usi possibili per una simile tecnologia e uno di questi è certamente la domotica: sfruttando lo standard ZigBee, sarà possibile integrare per esempio un host su ogni interruttore della luce e acquisire la capacità di monitorare e controllare in maniera centralizzata lo stato dell'illuminazione di un ambiente domestico, commerciale o industriale.
Near Field Communication (NFC) è una nuova tecnologia wireless a corto raggio destinata a rimpiazzare le attuali tecnologie "a contatto", a raggi infrarossi o a cavo, come per esempio telefoni cellulari, macchine fotografiche digitali e console, ove non sia richiesta la complessità e il raggio operativo di standard come Bluetooth e Wi-Fi. NFC opera su di una frequenza di 13,56 MHz, ed è in grado di coprire distanze non superiori ai 20 cm con una velocità di trasferimento che può arrivare ad un massimo di 212 KB. Grazie a questa tecnologia sarà d'ora in avanti possibile acquistare un prodotto con la propria carta di credito semplicemente passando la carta a poca distanza da un lettore per PC o da un telefono compatibile con NFC. Per il momento quello delle carte di credito e di accesso sembra l'unico campo in cui la tecnologia NFC ha una qualche chance di diffondersi. La piattaforma ha richiesto moltissimi anni di studio e sviluppo, con il coinvolgimento di grandi aziende come Nokia, IBM, Sony e Philips. Le possibilità sembrano praticamente infinite: si parla di pagamenti contact-less, pagamenti in remoto, pagamenti tra persone, mobile coupon, etc.
Nel complesso, la tavola rotonda non ha disatteso affatto le aspettative di chi voleva andare al dunque delle questioni che compongono l’affascinante mondo delle tecnologie RFId e ha confermato, se mai ce ne fosse stato bisogno, la predisposizione tutta italiana a creare a ridosso delle nuove tecnologie un infinito mondo di applicazioni.

fonte: agenziaaise.it
 

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