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News : Wi-Fi bandito dal campus
Giovedì, 23 Febbraio 2006 - 22:34 - 3724 Letture
News
Niente connessione senza filo fino a quando non sarà accertata l’effettiva innocuità delle onde elettromagnetiche.

Le controverse discussioni sui campi elettromagnetici e sui loro presunti o reali danni non hanno ancora trovato soluzione. E probabilmente si baseranno su incerte previsioni e contestabili convinzioni ancora per un po’, almeno fino a quando gli studi sull’argomento non saranno concordi e non dimostreranno la loro validità sul lungo termine. Le posizioni possibili quando si hanno responsabilità sulla salute di altri individui, e si deve decidere come agire, sembrano sostanzialmente tre: credere a studi ottimistici, sospendere il giudizio fino a decisivi risvolti o cadere nell’allarmismo. Il direttore dell’università canadese di Lakehead, Fred Gilbert, ha optato per la seconda alternativa
LA DECISIONE - Secondo quanto emerso dall’intervista rilasciata la scorsa settimana da Gilbert alla CBC, l’istituto ha infatti deciso di prendere atto dell’ambiguità degli studi fino a ora effettuati e di escludere quindi il Wi-Fi dalle possibili soluzioni di navigazione proposte ai suoi studenti. Esiste una parte di letteratura scientifica che parla di possibili, e discretamente significativi, danni per la salute, e secondo Gilbert questo basta a sospendere l’uso del sistema fino a quando non ci sarà maggiore chiarezza sui rischi e sulle possibili relazioni esistenti fra esposizione alle radiazioni e alcune forme di leucemia e di tumori al cervello.
LE ARGOMENTAZIONI - Questa presa di posizione è tanto più importante se consideriamo che all’interno dei campus universitari vivono ragazzi poco più che adolescenti. Come spiega il direttore, infatti, i tessuti dei giovani hanno cellule che crescono molto più rapidamente di quelle degli adulti: è quindi importante fornire loro un ambiente privo di qualsiasi potenziale rischio. «Quando ci sarà l’evidenza conclusiva che non esistono pericoli per la salute io non avrò problemi a fornire il Wi-Fi», spiega Gilbert, aggiungendo che perfino la «World Health Organization ha ammesso che le informazioni a riguardo non sono certe al 100 per cento». Niente allarmismo, quindi, ma solo una pragmatica sospensione del giudizio.
IL DIBATTITO - La decisione della facoltà di Lakehead ha suscitato un vero e proprio dibattito fra docenti. Jorg-Rudiger Sack, della Carleton University, dichiara di essere d’accordo sulla mancanza di univocità delle informazioni constatata da Gilbert. Inoltre Sack si è avvicinato ulteriormente alla scelta del collega di Lakehead in considerazione del fatto che nei campus non mancano certo le postazioni internet, e che quindi l’aggiunta di una connessione senza fili non è così indispensabile. Andrew McAusland della Concordia University è di parere un po’ diverso. È infatti sua opinione che l’esposizione ai campi magnetici sia solo uno dei fattori da considerare per arrivare a una conclusione: per esempio, si deve considerare che il sistema di connessione senza fili è assolutamente conforme agli standard canadesi, e che i livelli di frequenze usati sono davvero bassi.

Fonte:www.corriere.it
 

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